Bastano 25 centesimi per sfamare un bambino per un giorno. Un caffè, un semplice caffè, può garantire una settimana di vita. È stato questo il punto di partenza del forum “Gaza e dintorni”, svoltosi oggi a Tergu.
Luigi Esposito, del Rotary Club Sassari Nord, ha spiegato l’importanza del Plumpy Nut e ha proposto di chiedere ai consiglieri di tutti i comuni della Città Metropolitana di Sassari di rinunciare a una settimana dei loro gettoni di presenza.
Il 18 dicembre, a Sassari, si terrà una manifestazione musicale a favore dei bambini di Gaza. Daniela Falconi, presidente di ANCI Sardegna, ha accolto la sfida e rilanciato, ricordando che, grazie al primo forum al quale partecipò Hiba Alif, assessora del Comune di Ravenna con delega alla pace, è stata inviata ai Comuni una proposta per istituire un Osservatorio della Pace, che può essere gestito anche da un consigliere di opposizione. Perché la pace, in fondo, ha un’unica bandiera.
Pier Giorgio Pinna, del comitato Fermiamo la guerra, ha sottolineato la necessità di mantenere accesa l’attenzione e il coraggio da parte dei giornalisti nel raccontare l’orrore della guerra. Ha ricordato, con amarezza, che molte testate giornalistiche hanno interessi in società che producono armi.
Padre Stefano Gennari ha richiamato le parole di papa Francesco e della sua immensa enciclica Laudato si’, evocando anche San Francesco d’Assisi e il suo amore per tutte le creature.
Assisi è il punto d’arrivo della Carta di S’Aspru, come ha ricordato Paolo Bellotti, presidente dell’associazione Intrecci Culturali, che ha fortemente voluto la costruzione di una carta contro tutte le guerre.
Giuseppe Fresu, presidente provinciale delle ACLI, ha posto l’accento sulla laicità degli interventi e sull’importanza di guardare con attenzione a Israele, che – di fatto – non può essere considerato uno Stato democratico.
Le conclusioni di Padre Salvatore Morittu sono state intense, profonde, potenti. Partendo da quella Gerusalemme che dovrebbe essere la culla della pace e il punto di arrivo del dialogo tra i popoli, ha ripercorso, attraverso vividi ricordi, il suo rapporto con Gerusalemme, con gli ebrei e con i palestinesi.
«Dovrebbe esistere un solo Stato con due popoli», ha detto. Ha poi ricordato l’importanza di non abbassare la guardia di fronte alle atrocità e di continuare a guardare con forza al popolo palestinese, sequestrato dentro uno Stato che non è affatto democratico. Ha aggiunto che sono le piccole cose a rendere grande il mondo, e che anche le piccole sconfitte servono alla riflessione.
San Francesco, quando si recò in Terra Santa per incontrare il sultano, non ottenne nulla di concreto, ma andò con la convinzione che fosse necessario parlarsi. Da quel “niente” – ha detto Padre Morittu – può nascere un rumore diverso, che attraversa le curve della vita.
La manifestazione, inserita nel Festival Ammajare, ha visto la partecipazione di diversi sindaci del territorio ed è stata organizzata da Intrecci Culturali e dall’Associazione Michele Giua con il suo giovanissimo presidente Matteo Serra che nei suoi saluti ha voluto rimarcare l’importanza e la necessità di questo evento.
Luca Ruzzu, sindaco di Tergu, ha dimostrato che dalle piccole comunità – come la sua, come Siligo o Ittiri (erano presenti anche i sindaci Giovanni Porcheddu e Antonio Sau) – si può partire da quel “niente” per farlo diventare “qualcosa”.
Quel “qualcosa” è stato raccolto anche da Gianfranco Satta, assessore regionale all’Agricoltura, e da Maria Giovanna Delrio, consigliera della Città Metropolitana di Sassari.
Dai paesi alle città, fino alla Regione: è una strada piena di curve, ma – come ricordava il grande architetto Gaudí – Dio ha disegnato montagne, colline, mari e laghi, e per farlo ha utilizzato le curve.
Le curve di San Francesco, quelle dei bambini di Gaza, quelle di chi ha firmato la Carta di S’Aspru, e quelle di chi lascerà almeno 25 centesimi per permettere a un bambino di Gaza di sopravvivere all’ingiustizia.
Perché anche lui possa disegnare, tra le curve del creato, un futuro dove sia possibile sognare a colori.
Le foto sono state scattate di Rossana Piredda e Luciano Cocco per intrecci culturali.
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