Eravamo in tanti.
Ad ascoltare le parole del sindaco di Ittiri, di don Filippo Dore – che ha trascorso la maggior parte della sua vita in Palestina e si sente cristiano, cattolico, palestinese, fratello di tutti.
Abbiamo ascoltato anche padre Stefano Gennari, che ha ricordato con forza la grandezza di Francesco d’Assisi, l’ultimo tra gli ultimi, portatore di pace e di mediazione. Proprio come la Carta di S’Aspru, fortemente voluta dalle associazioni Intrecci Culturali, Fermiamo la Guerra, Laudato Sì e Mondo X Sardegna.
Padre Salvatore Morittu ha sottolineato l’importanza di questa terra come luogo d’incontro e ha espresso la speranza che quella carta possa arrivare sino ad Assisi e, magari, giungere anche a Gerusalemme, oggi città martoriata.
Per la prima volta ha colpito la compattezza di un consiglio comunale, unito nel condannare il gesto israeliano contro Gaza.
E seppure da un paese piccolo, come ha ricordato il sindaco Antonio Sau, quelle voci, quel bisogno di dire “Smettetela!”, devono poter gridare davanti all’intero mondo.
Sono emerse storie piccole ma significative, raccontate con precisione da Lavinia Rosa, dell’associazione Ponti non muri, che ha riportato – con una freddezza disarmante – i numeri reali di ciò che tutti hanno definito un genocidio: migliaia di morti, tra cui moltissime donne e bambini.
Una strage moderna. Un olocausto che nessuno pare voler vedere né soppesare per quello che è realmente.
Abbiamo ascoltato anche l’appello di Natalì, una giovane palestinese oggi in Italia, che ha voluto ribadire l’assenza di sogni nei giovani di una terra massacrata.
"Bambini che volevano solo giocare a calcio", ha detto. Ma non lo possono più fare, non solo perché i campi da gioco non esistono più, ma perché molti di quei bambini non hanno più le gambe.
E tutto questo accade nell’assoluta indifferenza di troppi.
Abbiamo riascoltato le voci di chi, in quella guerra, prova a ricucire le ferite – ma non sempre riesce a sanare le anime: la grande disponibilità e il sacrificio delle donne e degli uomini di Emergency, veri paladini, piccoli eroi silenziosi in una guerra sbagliata, come tutte le guerre.
Infine, dalla voce di Paolo Bellotti, presidente di Intrecci Culturali, abbiamo ascoltato gli otto punti della Carta di S’Aspru, firmata in passato da diversi esponenti politici nazionali e regionali, e rilanciata oggi in un teatro affollato a Ittiri, dove il consiglio comunale allargato ha dimostrato una semplice, grande verità:
tutti condannano l’aggressione sproporzionata, dolorosa, inutile e portatrice di odio di Israele, così come condannano la violenza terribile di Hamas.
Da quel palco, dalla platea, è giunta una voce unanime:
Fermatevi.
Fermatevi e prendetevi una pausa.
Guardatevi negli occhi e provate a dirvi: siamo fratelli e sorelle.
Ecco il senso della serata, che ora dovrebbe portare a costruirne molte altre, in tanti altri comuni.
Noi ci siamo. E siamo contro tutto questo.
Tenetene conto.
Ecco alcune immagini della serata svoltasi ieri 30 giugno 2025 presso il testro comunale di Ittiri. Al consiglio comunale aperto erano presenti tutti i consiglieri e la giunta e hanno approvato, all'unanimità, l'ordine del giorno proposto dal sindaco Antonio Sau e lo hanno delegato a firmare la carta di S'Aspru. Dopo il comune di Siligo, anche il comune di ittiri è tra i firmatari della carta.
foto di Gemma Tirotto e Luciano Cocco.
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